F1

SIMULAZIONE MEGARIDE: A SUZUKA L'INCOGNITA È LO SNAKE RIASFALTATO
I dati di simulazione indicano che le gomme saranno sottoposte a sforzi maggiori che in passato perché è atteso un grip maggiore con la posa in diversi punti del nuovo asfalto. La Pirelli porta le mescole più dure essendo attesa una grande abrasione. Maggiormente sollecitato è il pneumatico anteriore destro.


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A due settimane di distanza dall’ultimo GP, la Formula 1 torna protagonista a Suzuka per il GP del Giappone. È la 48esima volta che il paese del Sol Levante ospita una gara del Mondiale di Formula 1, alternandosi tra il circuito del Fuji e quello di Suzuka.
Suzuka, con il suo layout a forma di otto unico del suo genere, è uno dei circuiti più tecnici e sfidanti dell’intero mondiale. Con ben 18 curve, molte delle quali a media-alta percorrenza che generano elevati carichi laterali, è estremamente stressante per gli pneumatici.

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  • Il caratteristico layout a forma di otto equilibra lo stress su tutti gli pneumatici: dall’analisi della temperatura battistrada si evince, infatti, uno stress termico elevato su tutti gli pneumatici: particolarmente critico è lo snake del primo settore, da curva 3 a curva 7. Attenzione anche al tornante in curva 14, “Spoon” e alla “130R”, curva 15.
  • A causa degli elevati carichi laterali, Pirelli è costretta ad utilizzare le tre mescole più dure della sua intera gamma: C1, C2 e C3. Attenzione anche alla recente riasfaltatura di alcune porzioni del tracciato che potrebbe influenzare in maniera decisiva le performance: sulla carta pare lecito attendersi un miglioramento delle prestazioni rispetto allo scorso anno, ma potrebbero esserci dei dubbi in merito all’evoluzione del grip durante il weekend e all’abrasione attesa.
  • Le strategie ai box saranno fondamentali per l’elevata difficoltà nei sorpassi e la corretta gestione delle gomme. La variabile meteo, nonostante l’anticipo della tappa ad inizio stagione, potrebbe favorire spettacolo ed imprevedibilità in una tappa molto impegnativa.

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Suzuka è storicamente un circuito impegnativo per il consumo degli pneumatici, con un’usura leggermente più marcata sulle anteriori a causa delle numerose curve medio-veloci. Tuttavia, una variabile chiave di questa edizione sarà il nuovo asfalto, che potrebbe influenzare in modo decisivo le prestazioni e le strategie, come già visto nella scorsa tappa in Cina.
Sebbene la configurazione del tracciato lasci pensare che una strategia a due soste sia la più probabile, il comportamento della nuova superficie rappresenta un'incognita. Il livello di grip e il tasso di degrado emergeranno solo nel corso del weekend. Inoltre, eventuali cambiamenti meteorologici o un intervento della safety car potrebbero rimescolare le strategie delle squadre.

Fonte: motorsport

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F1 | SAINZ IN DIFFICOLTÀ CON LA WILLIAMS PER VIA DI MECCANISMI DI GUIDA... FERRARI
Carlos guida la monoposto di Grove con meccanismi motori di guida (memoria muscolare) che ha appreso in Ferrari. La FW47 è diversa dalle Rosse che ha guidato in precedenza e gli servirà tempo per cambiare le sue abitudini.

Guidare come se si avesse tra le mani una Ferrari, ma accorgersi - e sapere bene - di avere una monoposto diversa. Non necessariamente peggiore. Semplicemente diversa. E' ciò che sta accadendo a Carlos Sainz, da qualche mese nuovo pilota titolare della Williams e punta di diamante di un team che ha serie ambizioni di rilancio.

Arrivato a Grove con grandi festeggiamenti da parte dei membri della squadra britannica, Carlos è stato subito prezioso per il team sia dal punto di vista ambientale che da quello legato agli obiettivi: se hai uno dei migliori piloti del Circus, non puoi fare altro che alzare il tuo livello per dargli la miglior macchina possibile.

E la Williams ha iniziato la stagione 2025 in modo eccellente. 17 punti in 2 gare e il quarto posto provvisorio nel Mondiale Costruttori. Eppure, entrando in modo più analitico nei numeri appena dati, è possibile capire di più sull'attuale momento dei piloti della squadra di Grove.
Alexander Albon, infatti, ha totalizzato 16 punti e Carlos Sainz appena 1. A questo punto è bene fare ulteriori precisazioni e dare allo spagnolo i giusti alibi riguardo un avvio di stagione meno appariscente di quanto ci si aspettasse. L'errore fatto a Melbourne è stato grave per un pilota della sua esperienza, ma tanti altri ne hanno commessi, anche tra chi è più esperto (chiedere a Fernando Alonso).
In Cina Sainz è andato a punti per una serie di squalifiche - tre: le Ferrari e l'Alpine di Gasly - più che per meriti. E alla vigilia del Gran Premio del Giappone l'ex pilota della Ferrari ha spiegato cosa lo stia frenando. Perdere meccanismi che ormai fanno parte di te è molto complesso. Soprattutto se devi farlo in poche settimane e al volante di una monoposto molto diversa dalla precedente. Una memoria muscolare radicata che deve essere modificata passo dopo passo. Ma, come spesso accade, per rendere meccanismi ciò che non si è abituati a fare serve tempo.

"In Ferrari ero abituato a un certo tipo di vettura e questo mi ha portato a guidare, soprattutto dal 2022, in un modo molto specifico per estrarre tutto quello che c'era in quelle monoposto".
"Si prendono così delle abitudini di guida che poi si applicano alla macchina successiva, e magari in alcune curve funzionano, ma in altre ti rendono molto lento. Probabilmente la situazione è un po' questa, ma c'è anche un aspetto legato all'assetto che può aiutarmi a guidare nel modo che preferisco".
"Dal punto di vista della guida, la sfida più grande che si possa affrontare è quella di dover imparare di nuovo un po' il modo di affrontare una curva, perché si ha un certo livello di memoria muscolare e, soprattutto quando si è sotto pressione in qualifica, si tende a tornare al modo in cui si è guidato per anni".
"E' una cosa che richiede tempo e molto impegno dal punto di vista mentale e della guida, ma è una sfida che mi è sempre piaciuta e che sono riuscito a vincere in tutta la mia carriera".
"Ho guidato 5 monoposto differenti, con regolaenti diversi, e probabilmente due gare non sono state ancora sufficienti per capire come sfruttarla al meglio. La macchina ha punti di forza e debolezza completamente differenti da quella che ho guidato negli ultimi anni".
L'obiettivo del madrileno sarà dunque trovare al più presto il modo migliore per sfruttare bene la monoposto di Grove. Ma la domanda, ora, è la seguente: quanto ci vorrà? A tal proposito, Carlos ha detto: "Dipende da quanto è lontano il tuo stile di guida naturale, ma anche da cosa consideri essere il 100% di integrazione con la monoposto".
"Se il tuo 100% è chiudere gli occhi è guidare e sei naturalmente veloce, allora ci vuole anche più di un anno per arrivare a quel punto". E' chiaro che in Williams sperino ci voglia molto, ma molto di meno...

Fonte: motorsport

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